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mercoledì 28 giugno 2017

Adelythe Wilson





Vadim Voitekhovitch






Anais Nin



"L’introspezione è un mostro divorante. 
Bisogna nutrirlo con molto materiale, molta esperienza, 
molta gente, molti posti, molti amori, molte creazioni, 
e allora smette di nutrirsi di noi."

: :  , Diario II: 1934-1939  : :


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Bret Amory





La Tirpitz


Il cap. Friedrich Karl Topp inspeziona i marinai a bordo della corazzata Tirpitz, 1941


La Tirpitz fu una corazzata della Kriegsmarine tedesca, seconda e ultima unità della Classe Bismarck. Essa fu concepita, insieme alla gemella Bismarck, per essere la punta di diamante della marina tedesca. Entrata in servizio molto dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, la nave partecipò a pochissime azioni belliche, passando la maggior parte della sua vita a nascondersi nei fiordi norvegesi dagli attacchi degli Alleati; di fatto essa ebbe funzione di "fleet in being", cioè quella di tenere occupata una gran quantità di forze nemiche per via della sua pericolosità potenziale. Dopo l'affondamento della gemella Bismarck, fu soprannominata dai norvegesi "La solitaria regina del Nord" (Den ensomme Nordens Dronning).

La nave venne varata il 1º aprile 1939 e battezzata con il nome di Tirpitz in onore di Alfred von Tirpitz, ammiraglio della Kaiserliche Marine.
Ancor prima di essere dichiarata operativa, la nave venne ripetutamente attaccata dalla Royal Air Force britannica: tra il luglio 1940 e il febbraio 1941 la nave subì ben 16 bombardamenti aerei, ma non riportò danni apprezzabili. 
La nave entrata in servizio il 25 febbraio 1941 al comando del capitano Friedrich Karl Topp venne affondata il 12 novembre 1944 a fronte dell'Operazione Catechism colpita in due successivi bombardamenti prima da una poi da altre 3 bombe Tallboy.
Dei 1.700 membri dell'equipaggio presenti a bordo, 1.058 persero la vita mentre 87 furono salvati dalle squadre di salvataggio che praticarono fori nella chiglia con le fiamme ossidriche.



da: wikipedia

Gatti medievali




I GATTI NEL MEDIOEVO: PERCHÉ ERANO TANTO ODIATI?

Altro che adorabili gattini. Nel medioevo i gatti erano tanto utili (per la caccia ai topi) quanto odiati: che fossero considerati manifestazioni del diavolo, streghe trasformate o animali “eretici”, per molti secoli i felini non hanno goduto di buona fama. Per quale ragione erano così disprezzati? E perché, al contrario, il mondo islamico li preferiva ai cani? La storica Irina Metzler ha approfondita questa visione (negativa) del mondo felino nel suo articolo “Heretical Cats: Animal Symbolism in Religious Discourse”…

I gatti hanno sempre avuto un ruolo importante nel Medioevo, dato che eliminavano una della più diffuse minacce per la conservazione del cibo e per la salute: catturavano i  topi. La centralità di questa funzione è rispecchiata anche dal nome alternativo con cui veniva identificato l’animale, “musipula” (di cui abbiamo parlato qui). Eppure alcuni autori medievali davano all’attività felina per eccellenza anche una lettura negativa, equiparando il modo con cui i gatti catturano i topi a quello con cui il diavolo si impadronisce delle anime. Per esempio William Caxton, il primo tipografo inglese vissuto nel XV secolo, scrisse: “Il diavolo spesso gioca con il peccatore come il gatto fa con il topo”.

Nel XII secolo l’associazione gatto-diavolo era molto radicata. Intorno al 1180, Walter Map sosteneva che durante i riti satanici “il diavolo scende come un gatto nero davanti ai suoi devoti. Gli adoratori spengono la luce e si avvicinano al luogo dove hanno visto il loro maestro. Lo cercano nel buio e quando lo hanno trovato lo baciano sotto la coda”. Il riferimento all’empia venerazione dei felini si ritrova anche nelle carte processuali: tra le accuse mosse a gruppi religiosi eretici come i Catari e Valdesi vi era anche quella di adorare i gatti, mentre durante il processo ai Templari, all’inizio del XIV secolo, non mancava l’accusa di far partecipare i gatti alle cerimonie religiose e di pregare per essi. Quanto alle streghe, si credeva che tra i loro artifici vi fosse quello di assumere sembianze feline. Queste credenze erano così diffuse e radicate che papa Innocenzo VIII nel 1484 arrivò a dichiararlo solennemente: “il gatto è l’animale preferito del diavolo e idolo di tutte le streghe”.


Secondo Irina Metzler all’origine di questa secolare avversione per il gatto vi è la natura indipendente e libera dell’animale, soprattutto se paragonata all’indole fedele del cane. Per l’uomo medievale che credeva che gli animali fossero stati creati da Dio per servire ed essere governati dagli esseri umani, il gatto doveva costituire una fastidiosa anomalia: per quanto addomesticato, ogni gatto era comunque riluttante all’obbedienza e alla fedeltà. Nei primi anni del XV secolo Edward, duca di York, scrivendo nei primi anni del XV secolo ha riassunto ciò che molte persone della sua epoca devono aver pensato: “La falsità e la cattiveria [dei gatti] sono ben note. Ma una cosa oso pure dire, che se vi è un animale che ha in sé lo spirito del diavolo, senza dubbio questo è il gatto, sia esso selvatico o addomesticato“.

Per quanto accettati nella loro funzione di “trappole per topi animate”, i gatti erano considerati come intrusi nella società umana: non potevano avere padroni, entravano in casa di nascosto (come i topi) e si mostravano indifferenti agli esseri umani. Ecco dunque aprirsi una sorta di tensione concettuale. Quando il gatto svolge il compito del cacciatore è utile, ma mentre lo fa non è mai del tutto un “animale domestico”, famigliare e amico dell’uomo. La natura dei felini può insomma evocare la condizione degli eretici, che, in un senso traslato, sono insofferenti all’addomesticamento della religione: sfidano l’ortodossia della dottrina e, come gatti, saltano qua e là nella loro interpretazione delle credenze religiose. Per questo, da un punto di visto simbolico, i gatti possono essere considerati l’animale eretico per eccellenza.

Tuttavia non tutti nel medioevo odiavano i gatti: nel mondo islamico, ad esempio, i gatti erano molto apprezzati, basti pensare che nelle città del Medio Oriente esistevano addirittura associazioni di beneficenza per la cura dei gatti di strada. Una predilezione che affonda le sue radici nella tradizione (secondo alcuni antichi racconti Maometto amava i gatti e li trattava bene, e così anche altri profeti musulmani) ma che ha anche significati di carattere culturale e simbolico (un animale attento alla pulizia come il gatto non poteva che distinguersi positivamente rispetto alle altre creature). Un pellegrino europeo reduce da un viaggio nel Medio Oriente individuò nell’amore per i gatti una delle differenze più profonde tra musulmani e cristiani, affermando che “a loro piacciono i gatti, a noi piacciono i cani”.





Milan Kundera






Bert Hardy



Bert Hardy - Glasgow, 1948



ore 12:00 - momento zen



Zuppa di feto umano (Cina)

Voglio pensare che sia una fake a dispetto di quanto si legge qui




v3n3zia





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From "Die Muskete", 1912




ore 10:00 - coffee break






Trapianto di pene: uomo di colore, organo bianco




E' successo a un uomo del Sud Africa di 40 anni.
Secondo quanto riporta il Daily Mail, l'uomo è stato operato con successo, i medici hanno subito garantito che potrà tornare ad avere una vita sessuale normale e che potrà svolgere le tutte le naturali funzioni con il nuovo organo genitare, ma certo la differenza di colore era evidente, sebbene l'organo fosse perfettamente compatibile.
Il 40enne avrebbe perso il pene a causa di una circoincisione andata male e lo scorso 21 aprile è tornato ad avere una vita normale, sebbene con alcune difficoltà dal punto di vista estetico. Il professor André van der Merwe, responsabile del dipartimento di urologia dell'Università di Stellenbosch, che ha condotto la lunga operazione, ha parlato della discrepanza dei colori, sottolinenando come i donatori siano molto pochi e che purtroppo non sempre la biologia corrisponde all'estetica.
Il paziente sta bene e non ha segni di infezioni o rigetto, ma ha già annunciato che procederà a farsi dei tatuaggi per avere il suo pene dello stesso colore della sua pelle.




da: today.it

Henry Singleton



Henry Singleton - Ariel on a Bat's Back (exhibited: 1819)



Endless Boogie - Tarmac City





Ma xatsakeuk?

(lingua Q'eqchi, lingua maya parlata in Guatemala e in Belize dalla comunità Q'eqchi)


Il traffico della 26-lane a Nuova Delhi 



"Se vuoi andare col tuo amico ciclista a fare un giro e chiacchierare 
vi portate due cyclette in un bar 
SENNÓ STATE IN FILA INDIANA


: :  La Connie (@La_Connie_)  : :


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The Haunting in Connecticut (2009)






good night skeletons & skulls! (Hugo Von Hoffmannsthal )




"Una piuma può tornire una pietra se la muove la mano dell’amore."

: :  Hugo Von Hoffmannsthal  : :


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martedì 27 giugno 2017

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Kylix con etera con aulos



Scena di simposio (pratica conviviale, che faceva seguito al banchetto, durante la quale i commensali bevevano secondo le prescrizioni del simposiarca, intonavano canti conviviali, si dedicavano ad intrattenimenti di vario genere.) tra un'etera (donna di compagnia, per alcuni aspetti assimilabile a una cortigiana e prostituta.) con aulos (strumento musicale aerofono) e un giovane uomo. 
Kylix (coppa da vino in ceramica) attico a figure rosse
Yale University, New Haven (Connecticut)



da: wikipedia

Alfred Dawson



Alfred Dawson - Durham from the River (1880)



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Francesca Woodman






Night Elf, Yevhen Ryabokinj






Umberto Eco: A. Volta


Come va, Alessandro?




: :  da: "Il secondo diario minimo" di Umberto Eco  : :






Craww






American Colonization Society


Henry Clay, uno dei fondatori della Società


L'American Colonization Society (ACS) è stata un'associazione filantropica statunitense fondata nel 1817 con lo scopo di aiutare gli ex-schiavi americani a ritornare nel loro continente d'origine.
La Società, fondata nel 1817, nel 1821 acquistò dei terreni sulla Costa del Pepe all'imbocco del fiume Saint Paul, vi stabilì una colonia, trasferendovi un numero crescente di ex-schiavi.
L'ACS mantenne il controllo diretto della colonia fino al 1847, quando venne fondata la Repubblica di Liberia. In seguito, grazie agli aiuti finanziari degli Stati del Maryland e della Virginia, la Società riuscì ad inviare in Liberia un elevato numero di afro-americani: nel 1867 essi erano all'incirca 13.000.



da: wikipedia

Florentine Codex



Florentine Codex, Book 4 (1577)



Eugenio Montale




"Non so come stremata tu resisti
in questo lago
d'indifferenza ch'è il tuo cuore."

: :  Eugenio Montale - Dora Markus (vv 22-24)  : :


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Henri Cartier-Bresson



Henri Cartier-Bresson - Pisticci, Lucania

ore 12:00 - momento zen






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André Maynet



André Maynet - Alas rotas muro



ore 10:00 - coffee break






Cucce di lusso per cani: costano 200mila euro




Altro che vita da cani! Alcuni amici a quattro zampe se la passano meglio di un re. O quasi. L’ultima trovata di un’azienda inglese sembra un’esagerazione: cucce di lusso che arrivano a costare fino a 200.000 euro. Parquet in legno, colonne e balconcini in marmo illuminazione interna ed esterna, sistemi automatici di distribuzione di cibo e acqua: la migliore demotica e il lusso completo al sevizio di Fido.



da: finance.yahoo

Gaspar de Palencia



Gaspar de Palencia - The Martyrdom of St. Agatha (ca. 1578)



Jethro Tull - A Time For Everything?





Bur asyv!

(lingua Siriena, lingua appartenente alla famiglia delle lingue permiche, parlata nel nord della Russia europea)





"Quelli che sanno dare tanto sanno come togliere tutto."


: :  M. (@mike28zero)  : :


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good night skeletons & skulls! (Alberto Martini)


Skull Drawing - Dr. Odd


"Un vero amico è come un biglietto fortunato della lotteria. 
Potresti comperarne migliaia e non riuscire comunque a trovarne uno."

: :  Alberto Martini  : :


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lunedì 26 giugno 2017

dr martens skull boots






Donna vestita alla cretese



Donna vestita alla cretese: abito con maniche e gonna a balze, treccia, orecchini, bracciali e collana.
Terracotta proveniente dal territorio spartano (1400 a.C.)



Boris Anisfeld [Russian, 1878-1973]



Boris Anisfeld - Sleeping Cat (1925)
Oil on canvas - 96.5 x 88.5 cm

Timbuktu - Mali



Timbuktu è una storica città del Mali, fondata nel XI secolo come centro culturale e commerciale dell'Africa occidentale.
La sua fama di città inaccessibile e straordinariamente ricca d'oro, l'ha resa uno dei luoghi tra i più affascinanti al mondo, di cui se ne ha notizia dai secoli passati.
Per molto tempo Timbuktu è stata considerata un luogo leggendario e misterioso, tanto che in Europa la sua esistenza restò oggetto di discussione fino ai primi anni del XIX secolo. Ancora oggi, il suo nome viene comunemente usato per indicare mete lontane e imprecisate.
Nel XIV secolo, la città divenne una delle più importanti capitali intellettuali del mondo arabo e nei due secoli successivi un principale centro per la diffusione dell'Islam in tutta l'Africa.
Vi si trovano la prestigiosa Università coranica di Sankoré e tre grandi moschee: Djingareyber, Sankoré e Sidi Yahia, le quali restano a testimonianza del periodo d'oro di Timbuktu.



La maggior parte degli edifici di Timbuktu sono stati realizzati utilizzando il fango, materiale dalla notevole solidità, garantita in special modo dalla bassissima probabilità di piogge, poiché ci troviamo in una regione desertica del Mali.
Tuttavia i monumenti, anche se sottoposti a frequenti restauri, restano minacciati dal problema della desertificazione.



Oggi la città rimane una meta tra le più interessanti da visitare, ancora in attività; nonostante non conservi più le ricchezze materiali di un tempo, mantiene una parte delle ricchezze culturali dell'epoca, tra cui preziosi manoscritti del XIII secolo e opere di Avicenna.



Timbuktu è entrata dal 1988 a far parte della lista dei siti Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO ed è stata proposta come candidata al concorso delle sette meraviglie moderne.

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... e così tutti i giorni



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Kilian Eng





Truman Capote



"Le donne sono come le mosche, vanno sul miele o sulla merda."

: :  Truman Capote, Musica per camaleonti  : :


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